Andiamo a Betlemme

“Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere”
(Lc 2, 15)

Cari amici, come ogni anno a dirci «Buon Natale» è lo stesso Gesù Bambino che vuole entrare nelle nostre case e li portare un po’ di pace.
Quella pace che la tutta la terra attende. Pace attesa soprattutto in Terrasanta che vive stretta in una morsa terribile da un arco di guerra.
Piccoli e grandi, che amiamo il Natale con tutte le cose belle che esso porta con sé, accogliamo il dono della visita di Colui che con le sue piccole mani viene a riporre nei nostri cuori, raggelati e distratti, i semi della speranza.

Il messaggio di Betlemme è proposta precisa, rivelazione impegnativa per ciascuno di noi.
I pastori, ci dice il vangelo, videro e presero sul serio quel bimbo in quella mangiatoia.
Noi che stiamo celebrando il Natale cristiano, stiamo andando a Betlemme? Stiamo prendendo sul serio quel bambino?
Quel bambino di Betlemme è quel Dio che ama gli uomini fino ad essere per noi figlio di una donna, perché noi, nati da donna, abbiamo a misurare lo spazio di questa vita, non secondo la carne, ma secondo lo Spirito di Dio.
Spetta a noi credere che ciò che è grande, è a misura di ciascuno di noi
Lasciarci sconvolgere dal Natale, significa essere ancora in grado di rinascere e ricominciare, con fiducia, con determinazione, con serena consapevolezza dell’impegno che questa nuova nascita ci domanda.

L’associazione Habibi – Oltre il muro, augura a tutti un buon Natale

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