Gli ultimi conflitti verificatisi in Medio Oriente hanno portato la Giordania a vivere una delle più grandi crisi migratorie, il Regno Hascemita è diventato un tappa cruciale per i rifugiati provenienti dai paesi confinanti. I numeri relativi a dicembre 2019 – secondo i dati dell’UNHCR – ammontano a 744.795 persone preoccupate, tra cui circa 67.000 sono iracheni che sono arrivati nel paese già all’inizio del 2003 subito dopo l’ultima guerra del Golfo e successivamente tra il 2014 e il 2017 quando il conflitto contro l’ISIS ha colpito persone le cui vite sono state sradicate e distrutte.

Il Progetto ORIEN-TALY, grazie al contributo e al supporto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), nasce nel febbraio 2019 tentando di dare una piccola risposta a questo enorme problema. L’idea è di creare dei ponti tra l’Oriente e l’Italia attraverso la creazione di differenti laboratori artigianali e di dare la possibilità a 100 beneficiari tra profughi iracheni e giordani in condizione di vulnerabilità di poter imparare un mestiere ed avere le competenze utili per il loro futuro. Allo stesso tempo supporta i beneficiari e le loro famiglie attraverso un rimborso mensile che coprirà le loro spese di base.

Tramite i corsi tenuti in ambito culinario, un gruppo di donne irachene ha avuto la possibilità di imparare le antiche tecniche per la creazione di pasta fresca italiana come ravioli e tagliatelle e per la produzione di salse e conserve. A questi si aggiungono i corsi nell’ambito della IT e comunicazione durante i quali un gruppo di ragazzi e ragazze iracheni hanno potuto approfondire le loro conoscenze in grafica e design, marketing, foto, video e montaggio. Gli artigiani italiani, accompagnati da esperti locali, hanno supervisionato le fasi di avviamento dei corsi di formazione e l’utilizzo delle attrezzature e materie prime necessarie per gli stage. Questo permetterà di condividere le competenze artigianali italiane e adattarle alle specificità del contesto locale.