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Un anno dell’Ambulatorio Santangelo: ampliamento dell’accesso alle cure primarie ad Amman

4 Giugno 2026 | 0 Comments
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Nel corso dell’ultimo anno (aprile 2025 – marzo 2026), l’Ambulatorio Santangelo è diventato un punto di riferimento fondamentale per l’accesso alle cure primarie e all’educazione sanitaria per richiedenti asilo iracheni e famiglie giordane vulnerabili nel distretto di Marka, ad Amman. L’ambulatorio è nato nel 2023 grazie alla generosa donazione della dott.ssa Eugenia Santangelo in memoria del fratello Graziano.  

Implementato nell’ambito del progetto “Primary Care and Health Education for Asylum Seekers and Vulnerable Communities in Amman” finanziato dal Mennonite Central Committee (MCC), l’ambulatorio ha ottenuto risultati significativi sia nell’erogazione dei servizi sia nella soddisfazione dei pazienti, dimostrando l’importanza di un’assistenza sanitaria accessibile e radicata nella comunità.

Durante questo primo anno di attività, un totale di 1.124 persone ha usufruito direttamente dei suoi servizi, superando le aspettative in termini di partecipazione e domanda. Complessivamente, sono stati registrati 3.229 accessi, a testimonianza non solo di visite singole, ma anche della continuità delle cure per molti beneficiari. Questo elevato livello di utilizzo conferma il ruolo della clinica come servizio sanitario affidabile e facilmente accessibile per la comunità.

Uno dei principali risultati del progetto è la capacità di raggiungere diversi gruppi vulnerabili. Tra i pazienti, il 49% è costituito da richiedenti asilo iracheni, il 47% da cittadini giordani e il restante 4% da altre nazionalità. Le donne rappresentano il 55% del totale, evidenziando l’efficacia di un approccio sensibile al genere, in grado di garantire un ambiente sicuro e accogliente per le beneficiarie.

Oltre alle consultazioni mediche, l’Ambulatorio Santangelo ha svolto un ruolo cruciale nel superare le barriere economiche all’accesso alle cure. Attraverso il meccanismo di “cash for health,” tutti i 1.124 pazienti hanno ricevuto supporto per farmaci e dispositivi medici quando necessario. Ogni caso è stato attentamente valutato dal team medico e coordinato con lo staff del progetto prima dell’acquisto, garantendo trasparenza. Inoltre, 19 pazienti sono stati indirizzati a servizi specialistici, accedendo a trattamenti e cure altrimenti non disponibili.

Uno dei risultati più rilevanti di questo primo anno riguarda l’elevato livello di soddisfazione dei pazienti. Secondo il monitoraggio quotidiano condotto tramite sondaggi KoboCollect, il 100% degli utenti si è dichiarato soddisfatto dei servizi ricevuti. Tutti i rispondenti hanno valutato la loro esperienza come eccellente, apprezzando in particolare la posizione della clinica, gli orari, la pulizia, il comfort e i tempi di attesa ridotti. Alla visita di controllo, il 50% dei pazienti ha riferito una completa guarigione, mentre la restante metà ha riportato un miglioramento parziale, proseguendo il percorso terapeutico. Tutti i pazienti hanno dichiarato che raccomanderebbero l’ambulatorio ad altre persone. 

Parallelamente all’erogazione dei servizi, il progetto ha realizzato attività di educazione sanitaria volte a migliorare la consapevolezza e le pratiche preventive tra i beneficiari. Sono stati organizzati tre cicli formativi rivolti a uomini, donne e famiglie di persone con disabilità. Sebbene i risultati dei test finali abbiano mostrato che solo il 30% dei partecipanti ha ottenuto un punteggio superiore a 60/100, i feedback qualitativi indicano livelli di soddisfazione e coinvolgimento molto più elevati.

Infatti, l’81% delle donne e l’85% dei familiari di persone con disabilità si sono dichiarati soddisfatti delle sessioni formative. Molti partecipanti hanno sottolineato la rilevanza dei temi trattati e la chiarezza dell’esposizione. I punteggi inferiori alle aspettative sono stati in gran parte attribuiti al fatto che alcuni partecipanti hanno lasciato le sessioni in anticipo o non hanno completato tutte le domande, più che a una reale difficoltà di comprensione. Questi risultati evidenziano un’importante indicazione per le future attività: la necessità di adottare metodologie più interattive e di dedicare maggiore tempo al consolidamento dei contenuti prima della valutazione. 

Al di là dei numeri, l’impatto del progetto emerge chiaramente dalle storie individuali.

Un caso emblematico è quello di una donna irachena di 50 anni che per anni aveva convissuto con un’ipertensione non diagnosticata. Dopo la diagnosi presso l’Ambulatorio Santangelo, ha ricevuto un follow-up costante e un piano terapeutico attentamente adattato. Grazie a un monitoraggio regolare e alla gestione dei farmaci, la sua pressione arteriosa è stata stabilizzata. Oggi gode di buona salute, dimostrando l’importanza della continuità delle cure nella prevenzione di complicazioni gravi.

Un altro caso riguarda un bambino siriano di 11 anni affetto da paralisi cerebrale, che ha ricevuto una sedia a rotelle specializzata attraverso il progetto. L’intervento ha migliorato significativamente la sua qualità di vita, permettendogli di interagire maggiormente con la famiglia, ridurre l’isolamento e partecipare più attivamente alla vita quotidiana. La madre ha riportato evidenti miglioramenti sia emotivi sia fisici.

Una terza storia riguarda una madre irachena di 55 anni che si prende cura del figlio affetto da sindrome di Down e da patologie croniche. Grazie all’Ambulatorio Santangelo, il figlio ha ricevuto cure essenziali e supporto medico, con miglioramenti evidenti delle sue condizioni. Allo stesso tempo, la partecipazione alle attività del progetto ha offerto alla madre un importante sollievo emotivo, opportunità di socializzazione e una pausa dall’isolamento quotidiano, contribuendo positivamente al suo benessere psicologico.

Nel complesso, questi risultati dimostrano che si tratta molto più di una semplice struttura sanitaria: è uno spazio di continuità, fiducia e dignità per comunità che vivono condizioni di vulnerabilità prolungata.

Con l’ingresso del progetto nella sua fase successiva, il primo anno ha posto basi solide: elevata domanda di servizi, piena soddisfazione dei pazienti, interventi medici efficaci e un impatto sociale significativo. 

L’Ambulatorio Santangelo si afferma così come un pilastro fondamentale per l’accesso alle cure primarie nel distretto di Marka, colmando le lacune del sistema e garantendo assistenza a chi ne ha più bisogno.

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